Giovanni Mezzedimi

Giovanni

Mezzedimi

Architects

Esposizioni_

Macro Future

Maxxi

IIC Praga

XXXVIII Congresso AISS

Fototeca Nazionale Cuba

Festival IInternazionale Camaguay

Fringe Festival

Villa Rufolo

METRODREAMERS

 

Luogo di esposizione: MACRO

Museo d’Arte Contemporanea di Roma

URL: https://www.museomacro.it

Organizzatore: Federculture

Curatore: Omar Calabrese

Autore: Giovanni Mezzedimi

Serie: Metrodreamers

LE SCALE DEL CIELO

 

A cura di Omar Calabrese, Alfredo Scarciglia

Istituto Italiano di Cultura, Praga

https://iicpraga.esteri.it

Patrocinio: Ministero della Cultura

Catalogo: Gli Ori

METRODREMERS

 

A cura di Omar Calabrese

Fonoteca Nazionale di Cuba, L’Avana

Patrocinio: Ministero della Cultura di Cuba, Arci, Federculture

Catalogo: Silvana Editoriale

METAMORFOSI DEL NARCISO SOLUBILE IN ACQUA

 

MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo

Roma https://www.maxxi.art

Curatore: Valentino Catricalà

Media art Festival Fondazione Mondo Digitale

LA FOTOGRAFIA  OGGETTO TEORICO E PRATICA SOCIALE

 

XXXVIII Congresso dell’AISS

A cura di Omar Calabrese, Umberto Eco, Paolo Tozzi

Università La Sapienza, Roma

https://www.uniroma1.it

Patrocinio: Ministero della Cultura

Catalogo: Edizioni Nuova Cultura

Collana: Semiotica

HAVANALOOP

 

Festival Internacional de Videoarte de Camagüey

https://fivacuba.com

SULLE LABBRA TUE DOLCISSIME

 

Compagnia Francesca Selva

Fringe Festival, Edimburgo 

Produzione: Culte Cube

DREAM HUNTER

 

A cura di Silvia Rossi

Villa Rufolo, Ravello

Patrocinio: Federculture

 

Figure colte nel transito urbano, rubate alla vita reale e restituite come tipologie del sogno.
Immagini emulsionate su resina trasparente, sospese tra pubblico e privato, tra illegalità e libertà.Umberto Eco osserva nel suo intervento che se il Congresso che presentiamo si fosse svolto trent’anni fa ci si sarebbe trovati a discutere sulla natura segnica della fotografia, mentre oggi appare chiaro che la fotografia è una materia espressiva come può esserlo la voce: con la quale produrre artefatti semiotici dei più disparati. Questo cambiamento di approccio – dal segno al testo fotografico – dipende certo dallo spostamento teorico avvenuto nella discipliana rispetto alla taglia del suo oggetto. Ma deriva anche dal cosiddetto avvento del digitale, che potenzialmente liberato la fotografia dai suoi diretti legami chimico-fisici con l’oggetto riprodotto. E dipende ancora dalla percezione diffusa di una generale e definitiva perdita di pertinenza della specificità mediale, travolta dai caratteri del fluire sincretico della comunicazione attuale. Tutto ciò anziché indebolire rilancia i motivi d’interesse di un’esplorazione della fotografia per casi di studio e interrogativi

 

 
 

Il lavoro fotografico realizzato con macchine analogiche in pellicola si sviluppa come una ricerca autonoma, distinta dal progetto Metrodreamers. Non si configura come un’indagine sullo spazio infrastrutturale o collettivo, ma come un’esplorazione più concentrata sul rapporto tra tempo, materia e immagine. La scelta dell’analogico non risponde a intenti nostalgici né a un’estetica retro. L’uso della pellicola introduce un processo fondato sull’attesa, sulla selezione e sulla responsabilità del gesto fotografico. Ogni scatto è pensato come atto definitivo, non modificabile, in cui il controllo è parziale e l’esito non completamente prevedibile. I soggetti sono volutamente non spettacolari: frammenti di architettura, superfici, dettagli marginali, presenze minime. L’interesse non è rivolto alla narrazione o alla documentazione, ma alla capacità dell’immagine di trattenere il tempo, di restituire una densità silenziosa, priva di enfasi. A differenza d

La sezione Video Works raccoglie cortometraggi e lavori di video arte che costituiscono una ricerca unitaria sull’immagine in movimento. Le opere si collocano in una zona di confine tra cinema, video arte e pratica installativa, e si sviluppano al di fuori di una logica narrativa tradizionale.
La narrazione, quando presente, è ridotta all’essenziale e funziona come struttura di supporto a un’indagine sulla durata, sull’attesa e sulla relazione tra corpo, spazio e tempo. In altri casi è assente, lasciando spazio a una costruzione visiva e temporale di natura concettuale.
Lo spazio — architettonico, domestico o urbano — è trattato come materia attiva dell’immagine e determina ritmo, composizione e senso, in continuità con la ricerca architettonica e fotografica. La dimensione sonora è essenziale e controllata: silenzi e suoni ambientali contribuiscono a costruire un tempo percettivo preciso, evitando ogni enfasi.
Nel loro insieme affrontano temi ricorrenti come l’attesa, la trasformazione e il rapporto tra presenza e assenza. L’immagine in movimento non spiega né illustra, ma costruisce uno spazio di tensione e di sospensione del senso.
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