Giovanni Mezzedimi

Giovanni

Mezzedimi

Architects

Studio

Giovanni Mezzedimi Architects è uno studio di architettura con sede a Siena, fondato e diretto dall’architetto Giovanni Mezzedimi. Lo studio opera su progetti di diversa scala: nuove architetture, infrastrutture pubbliche, allestimenti museali, restauro e valorizzazione del patrimonio storico, interior architecture e progetto di paesaggio. Una rete consolidata di professionisti e consulenti specializzati accompagna ogni incarico dall’ideazione alla realizzazione dell’opera.

Approccio

Ogni progetto nasce dall’ascolto del luogo e dalla comprensione delle sue stratificazioni – storiche, funzionali, materiche. Il processo progettuale si sviluppa attraverso un dialogo costante con la committenza, dove le esigenze programmatiche si integrano con le caratteristiche specifiche del contesto. L’esperienza consolidata in edifici vincolati, in aree UNESCO e nella gestione di progetti pubblici complessi – dalla partecipazione a gare e concorsi alla direzione lavori – ha permesso di maturare una conoscenza approfondita degli iter autorizzativi e delle dinamiche di coordinamento tra enti, tecnici e imprese. Che si tratti di inserire nuove architetture in territori sensibili, recuperare patrimoni stratificati o progettare allestimenti museali, l’obiettivo rimane trovare la risposta appropriata: quella che rispetta il contesto senza rinunciare alla contemporaneità, che valorizza l’esistente senza museificarlo, che serve la funzione senza ridursi a mero tecnicismo.

Filosofia

Non credo nell’architettura come spettacolo, né nell’immagine come seduzione. Architettura, fotografia, video: sono per me materie espressive che scavano, che espongono, che restituiscono alla luce ciò che i luoghi e le superfici hanno accumulato o nascosto. Tolgo perché aggiungere, quasi sempre, significa mentire con eleganza. Preferisco un architettura che mostra le sue ferite a una che le maschera. Una fotografia che trattiene il tempo invece di violarlo. Uno spazio che non chiede approvazione. Cerco ciò che parla con la luce, con il vuoto, con la necessità. Indago oltre l’apparenza, muovendomi nel dominio del fenomeno: spazio, immagine, tempo. Ogni progetto, che sia un edificio, uno scatto, un frame, un allestimento, è prima di tutto un atto civile: un lavoro di chiarificazione contro la retorica, contro l’accumulo, contro quell’estetica che consola invece di dire la verità. La forma arriva solo dopo, quando tutto il resto è stato eliminato. Non come scelta stilistica, ma come conseguenza inevitabile. E non deve piacere: deve essere vera.

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