Giovanni Mezzedimi

Giovanni

Mezzedimi

Architects

interni_

Salterello

Un progetto che lavora per sottrazione, cercando la leggerezza e la misura. Il podere si trasforma in un insieme di volumi chiari e trasparenti che accolgono residenza, ospitalità e spazi collettivi. L’architettura non imita il passato ma lo ascolta, aprendosi alla luce e al paesaggio con rispetto e sobrietà. Un gesto semplice, pensato per durare.

 

Luogo

Montalcino, Siena

 

400

 

Anno 

2026

 

Progetto

Giovanni Mezzedimi

 

Collaboratori

Valentina Baruffo, Elisa Ravagni

 

Castell'in Villa

La ristrutturazione della Gazzara si muove sul crinale sottile tra restauro e progetto, tra l’istanza conservativa e l’atto creativo. L’architettura non si limita a recuperare, ma interpreta: reinventa i rapporti spaziali attraverso una grammatica sobria e razionale, in cui la materia — pietra, ferro, vetro — diventa linguaggio strutturale. La nuova loggia, la piscina interna, i tagli di luce che attraversano i muri medievali instaurano un dialogo serrato tra permanenza e contemporaneità. Non un ritorno al passato, ma un gesto di misurata modernità, capace di rivelare la potenza archetipica del costruire toscano.

 

Luogo

Castelnuovo Berardenga, Siena

 

1.200

 

Anno

2003

 

Progetto

Fabrizio Mezzedimi, Giovanni Mezzedimi

 

Committente

Privato

 

Geggianello

Vi sono luoghi dove il tempo non scorre ma si sedimenta. Le arcate in laterizio che scandiscono la grande sala non sono sfondo: sono misura, impongono alla disposizione dei mobili una logica assiale che nessun arredatore avrebbe potuto inventare.

Ciò che distingue questo interno da tanta architettura di recupero è la serietà con cui si affronta la domanda fondamentale: come abitare ciò che altri costruirono per altri scopi?

La risposta non è univoca. I divani rossi in pelle non cercano mimetizzazione con l’involucro medievale ma ne accettano la sfida; il kilim media tra rusticità del pavimento e contemporaneità dei sedili. Nello studio, la libreria metallica e la scrivania in vetro non dissimulano la propria modernità: l’arco medievale abbraccia la scrivania contemporanea con la naturalezza con cui una frase latina può contenere un concetto moderno.

Il camino — volume bianco che si eleva tra colonne in pietra come un oggetto astratto — rivela la logica profonda dell’operazione: l’arredamento non aspira mai all’autonomia, è sempre risposta all’architettura. Una risposta elaborata nel tempo, che privilegia la qualità materiale sulla coerenza stilistica, l’intensità sull’uniformità.

 

Luogo

Castelnuovo Berardenga, Siena

 

900

 

Anno

2001

 

Progetto

Fabrizio Mezzedimi, Giovanni Mezzedimi

 

Committente

Privato

 

Foto

Federico Pacini

 

Appartamento privato

Centro storico, Siena. Un appartamento ricavato da un antico impianto conventuale viene trasformato in residenza. L’intervento misura la distanza tra la struttura storica — volte a crociera, altezze doppie — e l’abitare contemporaneo. Non si restaura: si reinterpreta.

Il salone centrale è a doppia altezza. Un soppalco in acciaio brunito si inserisce nel volume, definisce uno studio sospeso. La struttura è ridotta all’essenziale: profili metallici, soletta sottile, parapetto in vetro. Nessuna concessione al mimetismo: il contemporaneo si dichiara attraverso la precisione tecnica del montaggio. La zona notte e gli ambienti di servizio si dispongono in continuità, senza gerarchie enfatiche.

Le finiture costruiscono una palette materica controllata: pavimenti in rovere chiaro, stucco alle pareti, resina nelle zone umide. Acciaio brunito per gli elementi metallici. La luce naturale attraversa le alte finestre ad arco, illumina le geometrie delle volte. Corpi illuminanti sospesi — lineari, essenziali — valorizzano l’architettura storica senza competere. L’intervento non cerca la continuità stilistica: stabilisce un dialogo tra epoche attraverso il rigore costruttivo e la disciplina formale.

 

Luogo

Siena

 

250

 

Anno

2026

 

Progetto

Giovanni Mezzedimi

 

Collaboratori

Valentina Baruffo, Elisa Ravagni

 

Committente

Privato

 

 

Appartamento privato

Il progetto interviene riducendo, chiarificando, riportando l’interno a una condizione unitaria. L’obiettivo è restituire continuità a un volume frammentato, organizzandolo attraverso un sistema minimo di elementi. L’intero appartamento viene così configurato come un open space. La luce naturale, proveniente dai fronti opposti, diventa lo strumento principale di lettura: attraversa l’ambiente senza ostacoli, definendone la profondità e rendendo percepibile la relazione tra le superfici esistenti e i nuovi inserti.

L’intervento non introduce compartimentazioni; costruisce invece un ordine interno fondato sulla misura e sulla chiarezza. In questo assetto, il camino sospeso rappresenta il fulcro dell’operazione. Realizzato in vetro e acciaio, staccato dal pavimento e collocato al centro del volume, non agisce come oggetto, ma come dispositivo che organizza lo spazio. La sua trasparenza permette al campo visivo di attraversarlo e di mantenere integra la percezione dell’open space.  Il cantiere ha reso evidente la necessità di riportare a nudo la struttura originaria per misurarne l’esatta configurazione. Il nuovo si inserisce con discrezione, evitando contrasti formali e puntando su una relazione equilibrata con la materia preesistente. Il risultato è uno spazio unitario, luminoso, definito da pochi elementi calibrati. 

 

Luogo

Colle di Val d’Elsa, Siena

 

70

 

Anno

2008

 

Progetto

Giovanni Mezzedimi

 

Committente

Privato

 

Collaboratori

Maximiliano Muller, Elisa Toccabelli

 

Foto

Federico Pacini

 

Appartamento privato

Nel centro di Siena, dove ogni stanza porta addosso la storia di chi l’ha abitata, il progetto interviene con un gesto che non vuole sedurre. Vuole chiarire. L’appartamento, segnato da anni di interventi incoerenti, viene ripensato restituendo continuità agli spazi: un percorso che scorre senza ostacoli, un ordine che non ha bisogno di esibizioni. La scala metallica, leggera e frontale, non pretende centralità: è un passaggio, una soglia, un ponte tra i livelli che si lascia attraversare senza imporre un linguaggio estraneo. Gli affacci, liberati da stratificazioni e ingombri, riacquistano la loro funzione naturale: aprire l’interno alla città. La Torre del Mangia, le coperture minute che si inseguono fino all’orizzonte diventano parte del progetto, non come panorami da cartolina, ma come realtà con cui lo spazio dialoga ogni giorno. Il camino antico e alcuni arredi storici non sono reliquie da celebrare, ma punti di resistenza: frammenti che radicano l’interno nella sua memoria senza congelarlo.  Un’abitazione che non si traveste, non si aggiorna, non si adatta alla moda del momento. Resta fedele alla sua origine, e proprio per questo diventa contemporanea.

 

Luogo

Siena

 

120

 

Anno 

2025

 

Progetto

Giovanni Mezzedimi

 

Collaboratori

Elisa Ravagni

 

Committente

Privato

 

Foto

Elisa Ravagni

 

 

Appartamento privato

La scelta è stata quella del rispetto assoluto. Nessun intervento che sovrastasse la memoria del palazzo, nessun gesto decorativo fine a se stesso. Le librerie verde petrolio disegnate su misura dialogano con le volte a crociera senza imitarle. Gli arredi — poltrone club in cuoio, lampade razionaliste, tappeti orientali — sono stati scelti per affinità, non per stile. Il cotto del Cinquecento rimane protagonista. La colonna in Giallo di Siena non ha bisogno di cornici. Il progetto ha lavorato per sottrazione: togliere il superfluo, lasciare che ogni secolo parlasse con la propria voce.

 

Luogo

Colle di val d’Elsa

 

250

 

Anno 

2010

 

Progetto

Fabrizio Mezzedimi Giovanni Mezzedimi

 

Committente

Privato

 

Foto

Giovanni Mezzedimi

 

 
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