Trasporti e Infrastrutture_
Aeroporto di Siena
Il progetto assume l’aeroporto come figura territoriale, non semplice infrastruttura ma soglia tra la dimensione locale e quella globale. Una grande copertura sospesa, astratta e orizzontale, si distende nella piana agricola come un nuovo suolo artificiale, instaurando un dialogo misurato con l’orizzonte della campagna senese. Essa genera uno spazio intermedio continuo, luogo di attraversamento e di attesa, capace di mediare tra interno ed esterno, tra flusso e permanenza.
Sotto questa vasta ombra si inserisce il volume trasparente del terminal, rivestito da una pelle in vetro fuso concepita come negativo della pietra. Non citazione, ma trasposizione concettuale: la memoria materica della tradizione toscana viene tradotta in una superficie vibrante che cattura e riflette la luce, restituendo i colori del paesaggio. L’edificio si trasforma così in scultura abitata, landmark contemporaneo che coniuga identità, innovazione tecnologica e rappresentazione internazionale di Siena.
Luogo
Ampugnano, Sovicille (Siena)
m²
1.500
Anno
2010
Progetto
Giovanni Mezzedimi
Collaboratori
Maximiliano Muller, Elisa Toccabelli
Committente
Fondo Galaxy, Banca Monte dei Paschi di Siena
CONCORSO AD INVITI
Nuovi laboratori Siena Biotech
Il progetto interpreta il centro di ricerca come organismo complesso, in cui rappresentazione e performance ambientale coincidono. La grande hall vetrata, segnata da un involucro curvo e trasparente, costituisce il cuore pubblico dell’edificio: uno spazio di attraversamento verticale in cui la luce naturale diventa materia costruttiva e dispositivo climatico.
Ai lati, i volumi dei laboratori si attestano come corpi più compatti, schermati da una pelle lignea modulare che regola l’irraggiamento solare e costruisce un’immagine calibrata tra tecnologia e radicamento territoriale. L’auditorium, configurato come massa autonoma e plastica, agisce da contrappunto scultoreo, consolidando l’identità dell’intero complesso.
L’architettura integra strategie bioclimatiche — ventilazione naturale, controllo passivo dell’energia, accumulo — traducendo l’innovazione scientifica in forma costruita. Non semplice contenitore funzionale, ma infrastruttura della conoscenza: un dispositivo spaziale che afferma l’apertura della ricerca verso la città e il paesaggio senese.
Luogo
Siena
m²
9.000
Anno
2003
Stato
Concorso ad inviti
Committente
Siena Biotech S.p.A.
Progetto
Fabrizio Mezzedimi, Giovanni Mezzedimi
Rendering
Stack! Studios
CONCORSO INTERNAZIONALE
Nuovo Porto di Alboraya e auditorium
Il progetto affronta il fronte marittimo come questione territoriale prima che architettonica. La marina viene ricavata all’interno della terraferma, evitando l’alterazione della linea di costa e preservando l’equilibrio delle correnti e della spiaggia. L’intervento non si impone sul mare, ma scava il suolo, trasformando l’infrastruttura in nuova geografia artificiale.
Il sistema planimetrico a “λ” organizza i flussi di mobilità e distribuisce le funzioni: parco pubblico, residenze, spazi commerciali, porto turistico. La figura lineare diventa matrice urbana, capace di connettere città e acqua attraverso un dispositivo continuo di percorsi e piattaforme.
Il palazzo dei congressi emerge come piega del terreno, architettura orizzontale che si integra nella topografia e integra coperture fotovoltaiche come elemento attivo del paesaggio costruito. In contrappunto, la torre alberghiera si erge come segno verticale e landmark simbolico, riferimento visivo per l’intero sistema costiero.
Infrastruttura, paesaggio e architettura si fondono in un unico gesto urbano: non oggetto isolato, ma dispositivo capace di ridefinire il rapporto tra città mediterranea e mare, tra permanenza e movimento.
Luogo
Alboraya, Valencia, Spagna
m²
450.000
Anno
2007
Progetto
Giovanni Mezzedimi, Fabrizio Mezzedimi
Ente promotore
Ayuntamiento de Alboraya
RSA - Villa Chigi
L’edificio si dispone nel paesaggio come un segno misurato, orizzontale, capace di instaurare un rapporto di continuità con la morfologia dolce delle colline senesi. La scelta di una copertura piana fortemente aggettante definisce un profilo netto, quasi un piano sospeso, che protegge e raccoglie sotto di sé gli spazi della cura.
L’architettura evita ogni monumentalità: si articola in volumi bassi, riconoscibili, organizzati attorno a corti e percorsi protetti. La luce naturale, filtrata da ampie superfici vetrate e schermature profonde, diventa elemento strutturante dello spazio interno, garantendo orientamento e qualità percettiva.
Il lessico materico — laterizio, intonaco chiaro, metallo brunito, legno in intradosso — costruisce un equilibrio tra solidità istituzionale e dimensione domestica. Non un edificio sanitario nel senso tradizionale, ma un luogo abitabile, dove la misura degli spazi, la continuità visiva con il verde e la permeabilità tra interno ed esterno concorrono a restituire dignità e quotidianità alla persona fragile.
La residenza si configura così come architettura civile: un dispositivo discreto che interpreta la cura come relazione tra corpo, luce e paesaggio.
Luogo
Castelnuovo Berardenga
m²
4.000
Anno
2010
Progetto
Fabrizio Mezzedimi, Giovanni Mezzedimi
Committente
Monte dei Paschi di Siena, Regione Toscana
Nuova Stazione Autobus
L’intervento si configura come infrastruttura e paesaggio insieme. Più che un edificio, una linea abitata: una grande pensilina fotovoltaica sospesa che si distende parallelamente al sedime ferroviario, assumendo la forma di un segno urbano netto, misurato, riconoscibile.
La copertura continua, tecnologicamente attrezzata, non è solo protezione ma dispositivo energetico e simbolico. Il piano inclinato dei moduli solari definisce un profilo orizzontale che dialoga con la morfologia del terreno e con il tessuto edilizio retrostante, evitando ogni gesto enfatico.
La struttura metallica, scandita da elementi inclinati, genera un ritmo spaziale che accompagna il movimento dei passeggeri. Trasparenze, superfici vetrate e percorsi sopraelevati costruiscono una sequenza di attraversamenti visivi, mettendo in relazione quota urbana e banchine.
L’architettura si sottrae alla retorica monumentale e assume il carattere dell’infrastruttura civile: sostenibile, lineare, orientata al flusso. Una porta urbana che non si impone, ma organizza lo spazio pubblico attraverso misura, luce e continuità.
Luogo
Siena
m²
2.000
Anno
2007
Committente
Comune di Siena
Progetto
Fabrizio Mezzedimi, Giovanni Mezzedimi, Luca Borgogni, Marco Borgogni, Stefano Fabbri, Andrea Stipa, Oriano Cipriani