Giovanni Mezzedimi

Giovanni

Mezzedimi

Architects

Trasporti e Infrastrutture_

Aeroporto di Siena

Il progetto assume l’aeroporto come figura territoriale, non semplice infrastruttura ma soglia tra la dimensione locale e quella globale. Una grande copertura sospesa, astratta e orizzontale, si distende nella piana agricola come un nuovo suolo artificiale, instaurando un dialogo misurato con l’orizzonte della campagna senese. Essa genera uno spazio intermedio continuo, luogo di attraversamento e di attesa, capace di mediare tra interno ed esterno, tra flusso e permanenza.

Sotto questa vasta ombra si inserisce il volume trasparente del terminal, rivestito da una pelle in vetro fuso concepita come negativo della pietra. Non citazione, ma trasposizione concettuale: la memoria materica della tradizione toscana viene tradotta in una superficie vibrante che cattura e riflette la luce, restituendo i colori del paesaggio. L’edificio si trasforma così in scultura abitata, landmark contemporaneo che coniuga identità, innovazione tecnologica e rappresentazione internazionale di Siena.

 

Luogo

Ampugnano, Sovicille (Siena)

 

1.500

 

Anno

2010

 

Progetto

Giovanni Mezzedimi

 

Collaboratori

Maximiliano Muller, Elisa Toccabelli

 

Committente

Fondo Galaxy, Banca Monte dei Paschi di Siena

 

 

CONCORSO AD INVITI

Nuovi laboratori Siena Biotech

Il progetto interpreta il centro di ricerca come organismo complesso, in cui rappresentazione e performance ambientale coincidono. La grande hall vetrata, segnata da un involucro curvo e trasparente, costituisce il cuore pubblico dell’edificio: uno spazio di attraversamento verticale in cui la luce naturale diventa materia costruttiva e dispositivo climatico.

Ai lati, i volumi dei laboratori si attestano come corpi più compatti, schermati da una pelle lignea modulare che regola l’irraggiamento solare e costruisce un’immagine calibrata tra tecnologia e radicamento territoriale. L’auditorium, configurato come massa autonoma e plastica, agisce da contrappunto scultoreo, consolidando l’identità dell’intero complesso.

L’architettura integra strategie bioclimatiche — ventilazione naturale, controllo passivo dell’energia, accumulo — traducendo l’innovazione scientifica in forma costruita. Non semplice contenitore funzionale, ma infrastruttura della conoscenza: un dispositivo spaziale che afferma l’apertura della ricerca verso la città e il paesaggio senese.

 

Luogo

Siena

 

9.000

 

Anno

2003

 

Stato

Concorso ad inviti

 

Committente

Siena Biotech S.p.A.

 

Progetto

Fabrizio Mezzedimi, Giovanni Mezzedimi

 

Rendering

Stack! Studios

 

 

CONCORSO INTERNAZIONALE

Nuovo Porto di Alboraya e auditorium                                                                                                 

Il progetto affronta il fronte marittimo come questione territoriale prima che architettonica. La marina viene ricavata all’interno della terraferma, evitando l’alterazione della linea di costa e preservando l’equilibrio delle correnti e della spiaggia. L’intervento non si impone sul mare, ma scava il suolo, trasformando l’infrastruttura in nuova geografia artificiale.

Il sistema planimetrico a “λ” organizza i flussi di mobilità e distribuisce le funzioni: parco pubblico, residenze, spazi commerciali, porto turistico. La figura lineare diventa matrice urbana, capace di connettere città e acqua attraverso un dispositivo continuo di percorsi e piattaforme.

Il palazzo dei congressi emerge come piega del terreno, architettura orizzontale che si integra nella topografia e integra coperture fotovoltaiche come elemento attivo del paesaggio costruito. In contrappunto, la torre alberghiera si erge come segno verticale e landmark simbolico, riferimento visivo per l’intero sistema costiero.

Infrastruttura, paesaggio e architettura si fondono in un unico gesto urbano: non oggetto isolato, ma dispositivo capace di ridefinire il rapporto tra città mediterranea e mare, tra permanenza e movimento.

 

Luogo

Alboraya, Valencia, Spagna

 

450.000

 

Anno

2007

 

Progetto

Giovanni Mezzedimi, Fabrizio Mezzedimi

 

Ente promotore

Ayuntamiento de Alboraya

 
 

RSA - Villa Chigi

L’edificio si dispone nel paesaggio come un segno misurato, orizzontale, capace di instaurare un rapporto di continuità con la morfologia dolce delle colline senesi. La scelta di una copertura piana fortemente aggettante definisce un profilo netto, quasi un piano sospeso, che protegge e raccoglie sotto di sé gli spazi della cura.

L’architettura evita ogni monumentalità: si articola in volumi bassi, riconoscibili, organizzati attorno a corti e percorsi protetti. La luce naturale, filtrata da ampie superfici vetrate e schermature profonde, diventa elemento strutturante dello spazio interno, garantendo orientamento e qualità percettiva.

Il lessico materico — laterizio, intonaco chiaro, metallo brunito, legno in intradosso — costruisce un equilibrio tra solidità istituzionale e dimensione domestica. Non un edificio sanitario nel senso tradizionale, ma un luogo abitabile, dove la misura degli spazi, la continuità visiva con il verde e la permeabilità tra interno ed esterno concorrono a restituire dignità e quotidianità alla persona fragile.

La residenza si configura così come architettura civile: un dispositivo discreto che interpreta la cura come relazione tra corpo, luce e paesaggio.

 

Luogo

Castelnuovo Berardenga

 

4.000

 

Anno

2010

 

Progetto

Fabrizio Mezzedimi, Giovanni Mezzedimi

 

Committente

Monte dei Paschi di Siena, Regione Toscana

 

 

Nuova Stazione Autobus

L’intervento si configura come infrastruttura e paesaggio insieme. Più che un edificio, una linea abitata: una grande pensilina fotovoltaica sospesa che si distende parallelamente al sedime ferroviario, assumendo la forma di un segno urbano netto, misurato, riconoscibile.

La copertura continua, tecnologicamente attrezzata, non è solo protezione ma dispositivo energetico e simbolico. Il piano inclinato dei moduli solari definisce un profilo orizzontale che dialoga con la morfologia del terreno e con il tessuto edilizio retrostante, evitando ogni gesto enfatico.

La struttura metallica, scandita da elementi inclinati, genera un ritmo spaziale che accompagna il movimento dei passeggeri. Trasparenze, superfici vetrate e percorsi sopraelevati costruiscono una sequenza di attraversamenti visivi, mettendo in relazione quota urbana e banchine.

L’architettura si sottrae alla retorica monumentale e assume il carattere dell’infrastruttura civile: sostenibile, lineare, orientata al flusso. Una porta urbana che non si impone, ma organizza lo spazio pubblico attraverso misura, luce e continuità.

 

Luogo

Siena

 

2.000

 

Anno

2007

 

Committente

Comune di Siena

 

Progetto

Fabrizio Mezzedimi, Giovanni Mezzedimi, Luca Borgogni, Marco Borgogni, Stefano Fabbri, Andrea Stipa, Oriano Cipriani

 
Torna in alto