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Nuovo Polo Universitario
Un progetto manifesto che ridisegna la soglia sud di Siena riconnettendo Isola d’Arbia e Monteroni d’Arbia in un organismo urbano unitario. La torre si eleva come landmark iconico, i volumi del campus si intrecciano con percorsi e piazze ospitando funzioni universitarie, sportive e commerciali. La chiesa e il centro culturale assumono valore simbolico, mentre l’architettura, fluida e scultorea, dialoga con paesaggio e ferrovia creando una nuova centralità sostenibile e contemporanea.
Luogo
Isola d’Arbia – Siena
m²
220.000
Anno
2009
Progetto
Giovanni Mezzedimi
Collaboratori
Maximiliano Muller, Elisa Toccabelli
Committente
Università degli Studi di Siena
Cerchiaia – Nuovo insediamento produttivo
Il progetto per l’area produttiva di Cerchiaia nasce come proposta di riordino e ampliamento del comparto artigianale esistente, caratterizzato da forti criticità viarie e carenza di spazi di sosta.
L’intervento, elaborato nell’ambito della pianificazione strutturale comunale, prevede la creazione di un anello viario a senso unico con ampia dotazione di parcheggi e una nuova articolazione dei lotti, pensata per migliorare l’accessibilità e la qualità paesaggistica dell’insieme. Un secondo comparto, a iniziativa privata, si sviluppa lungo la valle in continuità con l’insediamento preesistente, mantenendo la quota di campagna naturale per ridurre il rischio idraulico e integrando nuove essenze arboree per la mitigazione visiva verso la superstrada
Siena–Grosseto. L’assetto proposto si configura come un modello di equilibrio tra funzione produttiva e attenzione ambientale, con un linguaggio architettonico sobrio e funzionale.
Luogo
Siena
m²
110.000
Anno
2006
Progetto
Giovanni Mezzedimi, Fabrizio Mezzedimi
Collaboratori
Diego Gadler, Maximiliano Muller, Elisa Toccabelli
Committente
Privato
P.A.S.S. – Polo Arte Siena Sud
Masterplan per la rigenerazione di un’area periferica ghettizzata attraverso il recupero della torre industriale dismessa. Il progetto ricuce Isola d’Arbia con Monteroni d’Arbia — tessuto urbano sfrangiato, isolamento sociale — trasformando l’archeologia industriale in fulcro di un nuovo polo culturale, residenziale, direzionale.
La torre — settantasei metri, cilindro di cemento armato abbandonato dal 1964 — viene mantenuta come landmark territoriale, convertita in centro culturale intermediale: mediateca, spazi espositivi, sala panoramica. Intorno, nuove residenze, servizi intercomunali, uffici direzionali. Parco urbano Arbia-Tressa: pianura tra fiume e affluente, risorsa per tempo libero e sport — unico spazio completamente pianeggiante del territorio comunale. Connessione con la Via Francigena: la torre diventa “porta” simbolica del tracciato verso le Crete Senesi e la Val d’Orcia.
Infrastrutture: potenziamento linea ferroviaria con metropolitana di superficie, parcheggi scambiatori, nuova viabilità. Sviluppo per fasi successive: prima la torre, poi l’impianto urbano completo. Non demolizione: rinascita. L’ex stabilimento fallito diventa attivatore di centralità, dispositivo di riequilibrio sociale ed economico per la periferia sud. Archeologia industriale trasformata in segnale del territorio.
Luogo
Siena, Isola d’Arbia – Ex IDIT
m²
210.000
Anno
2021
Progetto
Giovanni Mezzedimi
Collaboratori
Maximiliano Muller
Committente
Comune di Siena